Il Risorgimento italiano: una storia europea
Gli studenti del liceo Fulcieri Paulucci a scuola di Democrazia ed europeismo
Lunedì 9 febbraio, la Sala del Consiglio Provinciale ha ospitato l’iniziativa “La Repubblica Romana dal Risorgimento al cuore dell’Europa del XXI secolo. In Romagna le radici della nostra Costituzione”. L’incontro, partecipato da numerose rappresentanze di studenti delle scuole secondarie di secondo grado del nostro territorio, tra cui la nostra classe IV I accompagnata dalla Preside dott.ssa Susi Olivetti e dalla Prof.ssa Angela Bernabei, ha permesso agli studenti di approfondire un capitolo fondamentale della storia italiana in occasione del 177º anniversario della proclamazione della Repubblica Romana del 1849.
Durante la mattinata è emerso con forza il profondo legame tra questa esperienza storica e il nostro territorio. La Romagna, infatti, ha giocato un ruolo da protagonista nei moti rivoluzionari: tra le figure di spicco come non ricordare il forlivese Aurelio Saffi, membro del triumvirato che guidò la Repubblica Romana?
L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, il presidente della Provincia di Forlì-Cesena e Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, e il Sindaco di Forlì Gian Luca Zattini. La mattinata si è conclusa con la lectio magistralis del Prof. Michele Finelli, docente dell’Università di Roma 3 e Presidente nazionale dell’Associazione Mazziniana Italiana, che ha illustrato l’attualità dell’esperienza del 1849 per le giovani generazioni.
L’intervento ha messo in luce il filo rosso che lega quell’esperimento pionieristico alla nostra attuale Carta Costituzionale. La Repubblica del 1849, nata sulla spinta dei moti del ’48 europeo, promulgò una Costituzione basata su principi all’avanguardia per l’epoca: libertà, uguaglianza e fraternità, garantendo la libertà di insegnamento e l’abolizione della pena di morte. Principi sempre attuali che affondano le radici in quell’importante, anche se breve, tentativo democratico.
Il prof. Finelli ha concluso il suo intervento ribadendo che la libertà è il bene più prezioso che abbiamo ereditato dai nostri padri della Patria e che non dobbiamo dare per scontato, perché conquistato con le lotte e i sacrifici di donne e uomini coraggiosi.
Ecco che il “Canto degli Italiani” e “l’Inno alla gioia” sono strettamente legati da quel principio di fratellanza che da nazionale, si è naturalmente evoluto in fratellanza universale.


















