
Foto: la vice ispettrice Tamara Fanelli e la dirigente scolastica Susi Olivetti
Può uno “scherzo” cambiare la vita di una persona? E siamo davvero consapevoli delle conseguenze delle azioni compiute da minorenni?
Sono queste alcune delle domande che hanno guidato gli incontri, condotti dalla vice Ispettrice Tamara Fanelli della Divisione Anticrimine, Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili della Questura di Forlì , con tutte le classi seconde del Liceo scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli. Un momento di confronto diretto su bullismo, cyberbullismo e uso consapevole delle tecnologie digitali.
I concetti affrontati con i ragazzi sono stati presentati in modo chiaro, concreto e incisivo : attraverso esempi reali, il dialogo diretto e le risposte puntuali alle numerose domande degli studenti, temi complessi sono stati trasformati in occasioni autentiche di riflessione.
Il bullismo non è un semplice litigio: richiede intenzionalità, ripetizione nel tempo e squilibrio di potere tra bullo e vittima. Non esistono solo aggressioni fisiche, ma soprattutto violenze psicologiche, esclusioni, umiliazioni. E gli spettatori? Restare in silenzio significa davvero essere neutrali? L’omertà può trasformarsi in corresponsabilità morale.
Si è parlato anche di tutela: dal dialogo con docenti e famiglie fino agli strumenti previsti dalla legge, come l’ammonimento del Questore e il reato di atti persecutori (art. 612 bis c.p.), nei casi in cui la vittima viva un senso di costante assedio. Le istituzioni, insieme alla scuola e alla famiglia, lavorano per proteggere soprattutto i minorenni, che godono di specifiche garanzie.
Particolare attenzione è stata infine dedicata al cyberbullismo, disciplinato dalla Legge 71/2017. Online tutto cambia: l’anonimato, l’assenza di contatto diretto, la mancanza di limiti di tempo e spazio amplificano il danno. Una foto condivisa con leggerezza può diventare incontrollabile. Un commento può ferire molto più di quanto si immagini. La domanda finale lasciata agli studenti è semplice ma potente: che uso vogliamo fare della nostra libertà, dentro e fuori dalla rete?
La prevenzione nasce dalla conoscenza. E la conoscenza, se condivisa tra scuola, famiglia e istituzioni, diventa uno strumento concreto per costruire una comunità più consapevole e sicura. Il liceo Fulcieri desidera, per questo , rivolgere un sentito ringraziamento al personale della Polizia di Stato intervenuto.















